Guys, are you all right?

in hive-146620 •  2 months ago  (edited)


Guys, are you all right?



Image by Hans Braxmeier from Pixabay

Complice la situazione di segregazione totale che stiamo vivendo ormai da parecchio tempo, nel mio caso più di un mese, ieri ho cominciato a pensare a tutte quelle persone che hanno attraversato la mia vita, che hanno lasciato un segno e che ho perso completamente di vista.

Alcune mi sono tornate in mente dopo più di 40 anni.

Sono tutte persone delle quali vorrei sapere, in questa situazione così strana che stiamo vivendo, se stanno bene, se è tutto a posto.

Rispetto ai nostri genitori e, ancor più, rispetto ai nostri nonni oggi abbiamo strumenti incredibilmente efficaci per tenerci in contatto, sebbene magari saltuariamente, con una quantità enorme di persone che abbiamo conosciuto.

Io ho ricordi assolutamente confusi dell'asilo, e anche delle scuole elementari ho solo ricordi legati a compagni che poi ho frequentato più avanti nel corso della vita.
Dei miei 35 compagni di classe della scuola elementare, tutti maschi, perché ai miei tempi le classi erano divise per sesso, non ricordo appunto nessuno che non ho poi avuto come amico o compagno di scuola più avanti.

A partire dalla medie cominciano i nomi delle persone che ho conosciuto e vorrei sapere se stanno tutti bene.
Un mio compagno di scuola delle medie, carissimo amico, col quale ho avuto ai tempi una corrispondenza epistolare, pensate, allora si scrivevano delle vere lettere di carta e scritte a mano, per tenersi in contatto, si trasferì in emilia e così ci perdemmo di vista, si chiama Paolo Battaglia, chissà che fine ha fatto.

Molti dei miei compagni di Liceo li sento ancora, abbiamo una chat su wa, pensate un po', ma Fiorella Felloni, che fu mia compagna di classe per un solo giorno, il primo del primo anno, perché chiese immediatamente di essere trasferita in un'altra classe, vorrei sapere come se la passa, se tutto và per il meglio. Siamo stati amici per un bel po' di anni, ma durante l'università ci perdemmo di vista e non ho mai più saputo nulla di lei.

Ci sono poi gli amici della località di montagna dove passavo tutte le estati, allora si chiamavono "compagnie", anche con questi amici, in parte ritrovati prorio grazie ad internet, sono in contatto, anche in questo caso abbiamo un gruppo su wa, uno di loro, incredibilmente, non possiede uno smartphone, l'ho sentito al telefono e stanno tutti bene.

Mi ha raccontato un fatto che non conoscevo, a proposito di serrata delle aziende all'italiana.
La figlia lavora in un'azienda che fa imballaggi in cartone e la sua azienda lavora tranquillamente.
Come mai?
L'inghippo è questo, al fine di non interrompere le filiere considerate assolutamente necessarie è sufficiente che un'azienda sia fornitrice di un'altra azienda che può lavorare, oppure è fornitrice di un'azienda che, a sua volta è fornitrice di un'azienda etc. etc.
Oltre a ciò per poter continuare la produzione basta inviare al prefetto un'autocertificazione che attesti questa necessità primaria, o di secondo o di terzo etc. livello, senza attendere una risposta.
Come se non bastasse non sono previste sanzioni di nessun tipo in caso di falsa dichiarazione, perché si tratta di una semplice comunicazione.

Se, da una parte ciò ha un senso, perché se una filiera è necessaria ovviamente lo sono anche tutte quelle accessorie, come sempre in Italia, tutto questo si presta facilmente ad abusi.
Chiudo questa parentesi per tornare a parlare di amici persi per strada.
Della "compagnia" della montagna c'è una persona che ho perso di vista del tutto da circa 35 anni, Francesca Catenacci, non ho più saputo nulla di lei e mi piacerebbe sapere se anche per lei tutto procede senza problemi.

Comincia quindi il periodo dei primi posti di lavoro, della mia prima esperienza ricordo Cristiano Crepaldi, un collega, anche questo, che ho perso di vista e non sono mai più riuscito a rintracciare, chissà che fine ha fatto.

Sul mio secondo posto di lavoro ho il ricordo di Gilberto Avancini, un collega veramente speciale con cui abbiamo condiviso molte cose, salvo poi perderci completamente.

Dei posti di lavoro più recenti, come è normale, ho mantenuto molto più facilmente i contatti, nel frattempo erano nati telefoni cellulari, internet e quindi non mi viene in mente nessuno di cui ho perso i contatti.

Un'atro tassello della mia vita ormai non troppo recente sono i gruppi di motociclisti con cui ho condiviso gite, viaggi, nei primi anni del nuovo millennio.

In questo caso ci sono due persone con cui ho condiviso moto e viaggi con le quali ho perso ogni contatto.
Paolo Bernardi, con cui ho viaggiato in Marocco, in Azerbaigian, Armenia, Nagorno Karabakh, Georgia, Turchia, Grecia e di cui non ho più notizie da almeno 13 anni e Michela Cavagni che non so che fine abbia fatto forse da quindici anni o più.

Tutta questa melanconia e questa malinconia sarà il tempo bigio, sarà i continui bollettini di guerra, sono il mio mood di oggi.

Voi, avete qualcuno che non sapete come contattare e che vi piacerebbe sapere come sta in questi strani giorni?

Thanks to the situation of total segregation that we have been experiencing for a long time, in my case more than a month, yesterday I started thinking about all those people who have gone through my life, who have left their mark and have completely lost sight of.

Some came back to me after more than 40 years.

They are all people I would like to know, in this strange situation that we are living, if they are well, if everything is in order.

Compared to our parents and, even more than our grandparents, today we have incredibly effective tools to keep in touch, albeit occasionally, with a huge amount of people we have known.

I have absolutely confused memories of kindergarten, and even in primary schools I have only memories related to classmates that I then attended later in life.
Of my 35 elementary school classmates, all boys, because in my time the classes were divided by gender, I don't remember anyone I didn't have as a friend or schoolmate later on.

Starting from middle school, the names of the people I met begin and I would like to know if they are all well.

A friend of mine from middle school, a dear friend, with whom I had correspondence at the time, think, at the time we wrote on real paper handwritten letters, to keep in touch, he moved to Emilia and so we lost ourselves in view, his name is Paolo Battaglia, who knows what happened to it.

I still hear many of my high school classmates, we have a chat on wa, think a little, but Fiorella Felloni, who was my classmate for only one day, the first day of the first year, because she immediately asked to be transferred to a other class, I would like to know how it is doing, if everything goes well.

We have been friends for quite a few years, but we lost sight of each other during college and never heard from her again.

Then there are the friends of the mountain resort where I spent all summers, at that time we called ourselves "company", also with these friends, partly founded thanks to the internet, I am in contact, also in this case we have a group on wa, one of them incredibly still doesn't have a smartphone, I heard him on the phone and he and his family they're all fine.

He told me a fact that I did not know about the lockout of Italian companies.
The daughter works in a company that makes cardboard packaging and her company works quietly.
Why?

The catch is this, in order not to interrupt the chains considered absolutely necessary, it is sufficient that a company is a supplier of another company that can work, or is a supplier of a company that, in turn, is a supplier of a company etc. etc.

In addition, in order to continue production, it is sufficient to send to the authorities a self-certification attesting to this primary need, or second or third party etc. level, without waiting for an answer.

As if this were not enough there are no penalties of any kind in the event of a false declaration, because it is a simple communication.

If, on one hand, this makes sense, because if a supply chain is necessary, obviously all the accessory ones are, as always in Italy, all of this easily lends itself to abuse.

I close this parenthesis to go back to talking about friends lost during my life.

Of the "company" of the mountain there is a person whom I have completely lost sight of for about 35 years, Francesca Catenacci, I have never known anything about her and I would like to know if everything is going smoothly for her too.

Then begins the period of the first jobs, of my first experience I remember Cristiano Crepaldi, a colleague, too, whom I lost sight of and have never been able to trace, who knows what happened to him.

On my second job I have the memory of Gilberto Avancini, a very special colleague with whom I shared many things, only to lose ourselves completely.

Of the most recent jobs, as is normal, I kept in touch much more easily, in the meantime cell phones, the internet were born and therefore I can't think of anyone whose contacts I have lost.

A further piece of my life, which is not too recent, are the groups of bikers with whom I shared trips and roads, in the early years of the new millennium.

In this case there are two people with whom I have shared motorcycles and trips with whom I have lost all contact.
Paolo Bernardi, with whom I traveled to Morocco, Azerbaijan, Armenia, Nagorno Karabakh, Georgia, Turkey, Greece and of which I have not heard from for at least 13 years and Michela Cavagni who I do not know what happened to, from maybe fifteen years or more.

All this melancholia and melancholy will be for the gray weather, it will be for the continuous war bulletins, this is my mood today.

Do you have someone you don't know how to contact and would like to know how they are doing in these strange days?

Authors get paid when people like you upvote their post.
If you enjoyed what you read here, create your account today and start earning FREE STEEM!
Sort Order:  

Ciao, si ultimamente mi sono posto anche io la stessa domanda. Personalmente non vado così indietro nel tempo. Dei miei compagni di elementari, medie e superiori francamente non mi interessa più di tanto. Ho perso i contatti con loro da anni e non è certo un'emergenza come questa che mi potrebbe spingere a riallacciare i contatti.
Me lo sono chiesto delle persone che ho amato più o meno profondamente nel passato, dei miei compagni di basket con i quali ho condiviso momenti indimenticabili e che ormai non so cosa facciano nella vita.
Effettivamente il coronavirus sta avvicinando persone che non si sentiva da anni ma... per me c'è un limite :-)

Siamo sulla stessa barca @ilnegro, giusto ieri sfogliavo alcune foto del passato, molti di quei visi hanno pure dei nomi da poter consultare sui social.

Una cosa che apprezzo di questa tua introspettiva nel passato è la differenza con cui sei riuscito a mantenere i rapporti umani rispetto la mia generazione, sempre a contatto online ma che per strada fa finta di non conoscersi e guarda dall’altra parte, davvero triste.

Soprattutto ricordo di un mio carissimo amico dei tempi del liceo, letteralmente inseparabili, andato poi a studiare musica in Austria e ci siamo persi di vista.

In questi giorni mi è pure venuta voglia di contattare alcune di queste persone con cui ho passato parte della mia vita per avere un aggiornamento generale, ma la sensazione è quella di sembrare inopportuno anche se, in fin dei conti in questi tempi di isolamento, il contatto umano è la miglior medicina.

Le strade si dividono per tanti motivi ma chi ha lasciato il segno nel proprio cuore non si dimentica mai...
Più si è costretti alla asocialità e più si pensa alle persone care e ai ricordi associati a loro.
Mi è piaciuto questo post @ilnegro e anche io ho diverse persone che vorrei tanto rincontrare o risentire...

!discovery 30


Questo post è stato condiviso e votato all'interno del discord del team curatori di discovery-it Entra nella nostra community! hive-193212
This post was shared and voted inside the discord by the curators team of discovery-it. Join our community! hive-193212


Ciao @ilnegro!

Con questo bel post hai fatto rivivere in me tanti cari ricordi e, allo stesso tempo, mi hai fatto ragionare sulle possibili persone che mi piacerebbe risentire. Come hai detto tu, in ogni step della nostra vita veniamo a conoscenza e ci affezioniamo a tante persone che non sempre sono destinate a stare a contatto con noi per lunghi periodi.

Non ho mai avuto rapporti epistolari di alcun genere però mi è capitato di conoscere persone online e, dopo nemmeno troppo tempo, venirne a conoscenza di persona. La rete è capace anche di questo, come dico sempre "tutto dipende dalla nostra capacità di usare gli strumenti".

Una persona molto importante per me usa spesso l'esempio del bisturi che "in mano a un bambino o a un incosciente può portare alla morte mentre, in mano a un medico, porta alla salvezza di tante vite umane".