Something about COVID-19

in hive-146620 •  2 months ago  (edited)


Something about COVID-19


Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Vorrei fare alcune considerazioni riguardo al COVID-19, in articolare su due punti dibattuti in questi giorni.

Il COVID-19 è nato in laboratorio o è un fenomeno naturale?

Sebbene la narrazione prevalente tenda ad escludere che sia nato da manipolazioni genetiche umane o che sia una variante di un coronavirus di origine animale studiata in laboratorio e, in entrambi i casi, sia poi stato diffuso inavvertitamente a partire da un laboratorio, questa possibiltà non viene affatto esclusa negli ambienti scientifici e militari.

Teniamo conto che:

  • esperimenti di questo tipo sono già stati fatti
  • non è la prima volta che un virus esce inavvertitamente per negligenza da un laboratorio
  • l'epidemia nasce in una città della Cina dove esiste effettivamente un laboratorio che effettua esattamente questo tipo di esperimenti
  • il laboratorio si trova a 200 metri dal mercato del pesce dove sarebbe nato il primo focolaio

A questo punto della situazione cambia forse poco sapere se e quale tesi sia quella reale, ma non è affatto vero che gli scienziati non si pongano la domanda e non sia dubbiosi riguardo alla risposta.

Se vi interessa l'argomento potete approfondire sul Bulletin of the Atomic Scientists

Un altro punto che io reputo interessante è la possibilità, a mio parere tutt'altro che remota, che alcune vaccinazioni, in particolare quella anti-influenzale e quella anti-meningococcica possano avere una relazione con la diffrente risposta del sistema immunitario rispetto a questo nuovo virus.

Alcuni punti certi:

  • le zone del bergamasco e del bresciano sono state interessate nell'ultimo hanno da massicce campagne di vaccinazioni anti-influenzali e anti-meningococciche
  • insieme al Lodigiano sono quelle con il tasso di mortalità più alta, ma secondo sindaci e medici delle due zone i morti sarebbero largamente sottostimati, il che le farebbe balzare incontrastate in vetta alle classifiche italiane per mortalità, ben sopra al Lodigiano
  • esistono ricerche scientifiche che mettono in relazione le vaccinazioni anti-influenzali e la maggiore virulenza dei coronavirus

Ad esempio questa ricerca pubblicata su ScienceDirect sulle conseguenze della vaccinazione antinfluenzale si conclude:

Inoltre, i dati di laboratorio nel nostro studio hanno mostrato un aumento delle probabilità di coronavirus e metapneumovirus umano in soggetti sottoposti a vaccinazione antinfluenzale.

Tutti sappiamo che il dato della mortalità in Italia è altissimo, molto più alto di altri paesi.
Vero è che l'epidemia in Italia è sicuramente in uno stadio più avanzato rispetto ad altri paesi e che la popolazione italiana è particolarmente anziana, aumentando quindi la mortalità che, dovunque, aumenta con l'avanzare dell'età.

Ora il virus si diffonde in molti altri paesi, quindi un minimo di analisi è possibile farla.

Ho quindi pensato di mettere a confronto il tasso di vaccinazione anti-influenzale dei paesi europei (quelli che mancano non hanno fornito i dati) che potete vedere pubblicati da Eurostat:

Sono dati del 2017, ma le percentuali nei vari paesi sono abbastanza costanti.

Prendendo per buoni i dati sulla diffusione del COVID-19 CSSE e mettendo in relazione i dati di casi positivi, mortalità e vaccinazioni ho elaborato queste due tabelle:

Credo sia presto per dire senza ombra di dubbio che esiste una relazione, ma ritengo comunque che sia una possibilità da non rigettare a priori, essendo una relazione provata in linea generale da ricerche scientifiche e una possibilità evidenziata, almeno in parte, dai dati.
Sicuramente ci sono molti altri fattori che possono spiegare le enormi differenze di mortalità, quello delle vaccinazioni può essere uno di questi fattori.

I would like to make some considerations regarding COVID-19, in particular on two points debated in these days.

COVID-19 was born in the laboratory or is a natural phenomenon?

Although the prevailing narrative tends to exclude that it was born from human genetic manipulations or that it is a variant of a coronavirus of animal origin studied in the laboratory and, in both cases, it was then inadvertently spread from a laboratory, this possibility is not totally excluded in scientific and military circles.

We take into account that:

  • experiments of this type have already been carried out
  • it is not the first time that a virus inadvertently leaves a laboratory for negligence
  • the epidemic arises in a city in China where there is actually a laboratory that carries out exactly this type of experiment
  • the laboratory is located 200 meters from the fish market where the first outbreak was born

At this point in the situation, perhaps little changes know whether and which thesis is the real one, but it is not at all true that scientists do not ask the question and are not doubtful about the answer.

If you are interested in the topic, you can learn more on the Bulletin of the Atomic Scientists

Another point that I consider interesting is the possibility, in my opinion far from remote, that some vaccinations, in particular the anti-flu and the anti-meningococcal ones, may have a relationship with the different response of the immune system compared to this new one virus.

Some sure points:

  • the areas of Bergamo and Brescia have been affected in the last year by massive vaccination campaigns against flu and anti-meningococcal
  • together with Lodigiano they are the ones with the highest mortality rate, but according to mayors and doctors of the two areas the deaths would be largely underestimated, which would make them jump unchallenged at the top of the Italian mortality rankings, well above the Lodigiano
  • there is scientific research that links anti-flu vaccinations and the increased virulence of coronaviruses

For example this research published on ScienceDirect on the consequences of the flu vaccination concludes:

Additionally, the laboratory data in our study showed increased odds of coronavirus and human metapneumovirus in individuals receiving influenza vaccination.

We all know that the mortality rate in Italy is very high, much higher than in other countries.
It is true that the epidemic in Italy is certainly in a more advanced stage than in other countries and that the Italian population is particularly old, thus increasing mortality which, everywhere, increases with advancing age.

Now the virus spreads to many other countries, so a minimum of analysis can be done.

I therefore thought of comparing the flu vaccination rate of the European countries (those that are missing have not provided the data) that you can see published by Eurostat:

They are data from 2017, but the percentages in the various countries are fairly constant.

Taking for good the data on the diffusion of COVID-19 CSSE and by relating the data of positive cases, mortality and vaccinations I have elaborated these two tables:

I think it is early to say without a shadow of a doubt that there is a relationship, but I still believe that it is a possibility not to be rejected a priori, being a relationship generally proven by scientific research and a possibility highlighted, at least in part, by the data.
There are certainly many other factors that can explain the huge differences in mortality, that of vaccinations can be one of these factors.

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Per quanto la possibilità che il virus sia accidentalmente fuoriuscito da qualche laboratorio sia, tutto sommato, concreta, esistono ad oggi diversi studi che, invece, indicano il contrario. Prima di tutto, normalmente la prima cosa che si fa in laboratorio quando arriva un nuovo virus è sequenziarne il genoma... Quindi, se il SARS-CoV-2 fosse effettivamente passato da un laboratorio probabilmente avrebbe lasciato qualche traccia. Questo però può essere soggetto a insabbiamenti di diverso tipo, quindi posso accettare che non tutti siano d'accordo nel considerarla una prova così forte.
Tuttavia, esistono prove molto più concrete. Il virus osservato è molto simile (quasi identico) a un particoalre coronavirus presente nei pipistrelli; mostra però alcune importanti mutazioni, che portano con sé la firma di un altro animale, probabilmente un pangolino. Se queste mutazioni fossero state introdotte in laboratorio avrebbero lasciato dei segni inequivocabili: le sequenze di genoma introdotte artificialmente, infatti, sono localizzate in punti specifici del genoma ospite, poiché i meccanismi che operano il "copia e incolla" riescono ad agire solo in determinati punti ricorrenti. Le mutazioni osservate, invece, sono distribuite in modo casuale all'interno del genoma, e questo indica un processo naturale e randomico. Questi processi, per collegare quindi il discorso fin qui fatto all'ipotesi avanzata, avvengono in natura, in modo casuale, e richiedono del tempo. Vista la promiscuità di animali provenienti da zone diverse del mondo all'interno di un unico mercato, è estremamente probabile che dei patogeni incontrino organismi nuovi che non hanno difese adatte, riuscendo a svilupparsi in modo anomalo. Il pangolino, nello specifico, è un animale per lo più africano, ed è lecito pensare che non avesse mai incotrato prima il coronavirus di pipistrello...
Si tratta ovviamente di calcoli probabilistici, e come tali non necessariamente esatti. Ma la probabilità di un evento del tutto naturale è molto molto alta. Sono esistite altre epidemie del genere nella storia, e il meccanismo è sempre stato questo.

Per quanto riguarda il discorso sui vaccini, credo tu non abbia capito a fondo quanto descritto nella pubblicazione, o più semplicemente ti sia dimenticato di un passaggio fondamentale.

Receipt of influenza vaccination was not associated with virus interference among our population. Examining virus interference by specific respiratory viruses showed mixed results. Vaccine derived virus interference was significantly associated with coronavirus and human metapneumovirus; however, significant protection with vaccination was associated not only with most influenza viruses, but also parainfluenza, RSV, and non-influenza virus coinfections.
La ricezione della vaccinazione antinfluenzale non è stata associata all'interferenza virale nella popolazione campione. L'analisi dell'interferenza virale da parte di specifici virus respiratori ha mostrato risultati contrastanti. L'interferenza del virus derivato dal vaccino era significativamente associata al coronavirus e al metapneumovirus umano; tuttavia, una protezione significativa con la vaccinazione è stata associata non solo alla maggior parte dei virus influenzali, ma anche alle coinfezioni da parainfluenza, RSV e virus non influenzali.

Iniziamo col dire che il coronavirus considerato nel lavoro NON è il SARS-CoV-2 (mi sembra un dato decisamente importante da citare), ma si parla di coronavirus aspecifici con cui conviviamo normalmente (quelli del raffreddore, per intenderci). Secondo la ricerca, il vaccino influenzale crea una sorta di interferenza virale per cui patogeni come il coronavirus, non impattati direttamente dalla vaccinazione, trovano campo libero da altri "rivali" e riescono a diffondere maggiormente. Questo è più che lecito. La ricerca, però, considera la sola presenza del patogeno nel paziente, e non affronta in nessun modo le condizioni cliniche. Mi spiego meglio, la presenza di una determinata carica virale, non si traduce necessariamente nella comparsa della malattia... La presenza di un coronavirus, non si traduce sempre in un raffreddore... La presenza del SARS-CoV-2, non si traduce sempre in COVID-19.
Questo sarebbe invece il dato interessante, che però qui manca.

Infine (e potete verificare le mie parole tra i lavori della dottoressa Ilaria Capua), i quadri clinici più complicati sono legati alla presenza di più patologie che insistono contemporaneamente sui pazienti. La vaccinazione anti-influenzale, per quanto anche a rigor di logica possa facilitare l'insediamento di altri virus omologhi (tra cui il SARS-CoV-2), preserva i pazienti dalla possibilità di sviluppare patologie multiple contemporaneamente, e quindi di rischiare la vita. La COVID-19 da sola, infatti, è meno pericolosa che se sommata ad altre infezioni, soprattutto se di tipo respiratorio come l'influenza.

L'articolo esaminato, quindi, non rappresenta un elemento utile in questa discussione, in quanto considera la sola presenza del virus nei pazienti, e non l'insorgenza di un quadro clinico.
Ma l'insorgenza di situazioni cliniche complesse, attualmente, è l'unico dato di cui davvero disponiamo, poiché i tamponi vengono fatti solo e solamente a chi manifesta sintomi acuti. Mancano quindi completamente i dati sui reali contagiati, soprattutto considerando che il tasso di asintomatici potrebbe attestarsi attorno a valori dell'80%.

@spaghettiscience ma questo non è un commento...è un post rinchiuso in un commento :)
Liberalo e fai un bel post sul tema :)
Ottime spiegazioni e argomentazioni!

Ti ringrazio molto. Penso che oggi in giornata lo farò... Vorrei mettere insieme, di volta in volta, un po' di informazioni del genere che possano essere utili...

Dedicherò un altro post a questo argomento.
Giusto per puntualizzare:
L'ipotesi più accreditata è che il virus fosse studiato in laboratorio e non che sia stato creato in laboratorio.
Quella ricerca evidenzia solo un fatto, studi su interferenze tra vaccini e malattie virali e non, differenti da quella o quelle oggetto del vaccino,vengono fatti appunto per capire i rischi e il reale rapporto rischio/beneficio di una vaccinazione.
La vaccinazione anti-influenzale è una di quelle su cui è più acceso il dibattito, perché la reale efficacia, stante la facilità con cui mutano i virus influenzali, è considerata molto dubbia.

Ovviamente lo studio che ho riportato (ma è solo uno) si riferisce ai coronavirus in generale, non al COVID-19, una precisazione che mi pareva inutile, come poteva essere quello che gira attualmente?

L'ipotesi più accreditata è che il virus fosse studiato in laboratorio e non che sia stato creato in laboratorio. Lo so, ma nonostante il dubbio sia lecito, ci sono parecchi elementi a dimostrazione del fatto che non sia così. Quando si studia un virus in laboratorio si presentano numerose scartoffie con tutti i dati necessari... Se questi dati non ci sono significa che il virus non è passato da quel laboratorio. Certo, a meno che non sia stato fatto qualcosa di losco, ma questa è un'altra tesi e non voglio nemmeno prenderla in considerazione. Ad ogni modo, i virus in laboratorio non sono soggetti a selezione naturale, mentre questo virus ne mostra chiaramente la storia...

Quella ricerca evidenzia solo un fatto, studi su interferenze tra vaccini e malattie virali e non, differenti da quella o quelle oggetto del vaccino,vengono fatti appunto per capire i rischi e il reale rapporto rischio/beneficio di una vaccinazione. No, la ricerca non affronta nessuno di questi temi. La ricerca valuta la differente presenza di patogeni all'interno dei pazienti dopo la somministrazione di un vaccino influenzale. Patogeno non è sinonimo di malattia. Lo studio non analizza in nessun modo il quadro clinico dei pazienti, e non prende quindi minimamente in considerazione la "malattia". Senza considerare il quadro clinico è impossibile valutare un rapporto rischio-beneficio. In questo i ricercatori sono stati molto onesti nel loro lavoro, non arrivando mai a fare ipotesi del genere.

La vaccinazione anti-influenzale è una di quelle su cui è più acceso il dibattito, perché la reale efficacia, stante la facilità con cui mutano i virus influenzali, è considerata molto dubbia. Non c'è alcun dibattito serio sul vaccino anti influenzale, e la stragrande maggioranza della comunità scientifica lo raccomanda per tutte le categorie a rischio. I virus influenzali mutano, questo è vero, e il vaccino è aggiornato ogni anno per intercettare i ceppi più problematici di quella specifica stagione. Se vogliamo parlare di efficacia, poi, persino nell'articolo che hai citato è evidente come nelle persone vaccinate vi sia una riduzione media di più del 30% della presenza di patogeni influenzali classici.

La precisazione sul fatto che l'articolo parli di coronavirus generici e non del SARS-CoV-2 (COVID-19 è la malattia, non il virus) è doverosa nei confronti di chi legge. La maggior parte delle persone identifica con il termine coronavirus solo e solamente il patogeno attuale.

Bell'articolo. Anche questo con interessanti valutazioni.

Ti do la mia opinione.

Sull'inutilità di sapere se l'origine del covid-19 è naturale o no, è ni. Nel senso che è assolutamente vero che è un'informazione del tutto inutile ora alla massa delle persone, anzi è utile che neanche si ponga il pensiero su questo aspetto. Ma invece è fondamentale che abbia una risposta certa a questa domanda la comunità scientifica. Se fosse di origine artificiale dovrebbero esser messi a disposizione dei centri di ricerca mondiali tutti gli studi all'origine della creazione. Sarebbe fondamentale per accelerare la ricerca del vaccino ed eventualmente di cure. Spero vivamente che se l'origine fosse artificiale tutto ciò sia avvenuto.

Per quanto riguarda invece la questione Brescia e Bergamo io credo più in una sorta di fatalità. Mi preoccupa invece un'aspetto, quando scrivi che:

secondo sindaci e medici delle due zone i morti sarebbero largamente sottostimati

Se non si riesce neanche a contare i morti è piuttosto grave. E non vedo su quale base scientifica si possa affermare che a Brescia e Bergamo siano più sottostimati che a Torino o in Veneto, per dirne due a caso.

Il problema, secondo me, è che si sta ragionando su dati sbagliati in partenza, e, ancor peggio, che i numeri corretti sono andati persi, perché non si sono fatti tamponi a moltissimi dei contagiati. Il dato fondamentale per valutare la mortalità è il numero di contagiati, che però sfugge a misurazione scientifica perché in ogni zona si è proceduto a eseguire tamponi secondo criteri diversi, anche fra le diverse regioni italiane, immaginiamo estendo il confronto oltre confine.

Una correlazione fra vaccinazione e diffusione del coronavirus mi sembra che si possa tranquillamente ipotizzare ma andrebbe approfondita con ben più completi studi, ed anche in questo caso, non è una priorità attuale.

Sinceramente non vedo un collegamento sicuro dai dati delle due tabelle. Se ci fosse un collegamento mi aspetterei una corrispondenza molto maggiore (sempre ipotizzando che il tasso di mortalità sia corretto, quindi ignorando il ragionamento fatto sopra) mentre vedo che UK che ha un tasso di vaccinazione circa del 50% superiore a quello italiano ha un tasso di mortalità del 50% inferiore, tanto per osservarne una.

No ma infatti i vaccini non centrano nulla, analizzando i dati noterai come in italia il nord è quello con minor tasso di vaccinazioni eppure al momento sono quelli con più contagi ... leggi il commento sopra di spaghetti

https://www.epicentro.iss.it/influenza/coperture-vaccinali ti lascio un link

http://www.regione.puglia.it/web/ufficiostatistico/-/epicentro-dati-nazionali-di-copertura-vaccinale-in-forma-grafica
i complotti sono sempre affascinanti peccato che le basi son quelle che sono!

I dati ovviamente saranno utili alla fine, quando si avrà un quadro completo.
Ad esempio ora che è all'inizio dell'epidemia l'Inghilterra sembrerebbe non confermare questa tesi, per poter valutare bisognerà aspettare almeno un paio di settimane.

Prendendo l'Italia andrebbe comunque analizzata la differenza enorme dei dati tra Lombardia e Veneto, entrambe regioni dove si sono manifestati i primi focolai. Il dato del numero dei tamponi non può giustificare da solo una differenza di percentuale di morti così enorme.
Il Veneto, con il Trentino sono le regioni dove la popolazione è più scettica nei confronti dei vaccini in generale, magari non c'entra nulla, ma resta una questione da considerare.
Come detto sopra scriverò un altro post, perché secondo me fare comunque i conti con il dato dei positivi è concettualmente sbagliato, i fattori rilevanti sono gli abitanti totali e il numero di giorni dai primi casi in una certa area.

  ·  2 months ago (edited)

Dati reali non li avrai mai, gli asintomatici non verranno mai registrati come anche i guariti che hanno passato la malattia in casa, quindi aspettare o non aspettare i dati non giustifica la falsa informazione, avresti potuto aspettare dati certi anche per scrivere questo post, come avrebbe potuto aspettare mazzucco a fare il suo video pieno di NULLA.
Allo stesso tempo però i dati che ci forniscono i ricercatori sono testati più volte e non derivano da questa esperienza in particolare, ma da ampie pool di test ed esperimenti. Ergo dati certi sui vaccini e sulle medicine che si stanno usando già si hanno, perché inventare?
La questione del virus da laboratorio è stata smontata più volte con DATI CERTI, ma vedo che ancora si continua a dare retta a salvini che utilizzare spezzoni di programmi, senza capire minimamente contesto o come funzioni quel campo...

Capisco che sia un duro colpo per i scienscettici, ma è la triste verità... non c'è nessun complotto a cui appellarsi ...

La scienza è scettica per definizione, mi sembra che tu faccia spesso confusione tra scienza e scientismo.

Non ho la minima idea di cosa dica Salvini, né mi interessa sinceramente.
Ho citato ricerche scientifiche e scienziati, perché, per fortuna, la scienza si nutre di dubbi e ci sono varie opinioni tra gli scienziati veri, cioè quelli che si fanno delle domande, non quelli che hanno delle certezze.

Dove hai letto che io ho scritto che c'è un complotto?
Che complotto dovrebbe esserci, scusa?

Molti scienziati ritengono che questo virus fosse un tipo di coronavirus studiato in quel laboratorio e sfuggito casualmente, che complotto è?

Accusare sempre di complottismo e tacciare di fake ogni opinione diversa dalla propria e/o da quella ufficiale è quanto di meno scientifico esista al mondo.

Giusto per ricordare:
Galileo Galilei, al tempo suo, era quello che confezionava fake news contrarie alla scienza ufficiale.

Questo atteggiamento di supponenza dettata dal fatto di ripetere a pappagallo la versione ufficiale, è stucchevole, anche perché nella fattispecie del COVID-19 la versione ufficiale è altrettanto ballerina di quelle non ufficiali.

ma molti chi!?!? dove?? l'unica testo che hai riportato è scritto da una sola persona.... e quello che citi pensando dia ragione alla tua tesi, invece dice completamente il contrario.... lo hai letto? https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31607599/?fbclid=IwAR2uWLH5TSMgapYJCoVBIuVyd--hX_Cpzy-ZE9fbF7Ip97ebxNu62PV_too#fft, questo è quello che viene detto:

«La ricezione della vaccinazione antinfluenzale non era associata all’interferenza virale tra la nostra popolazione. L’esame delle interferenze virali da parte di specifici virus respiratori ha mostrato risultati contrastanti»

Gli autori stessi della ricerca ritengono che i loro dati siano inconsistenti...

XD

No, scusami, mi sa che non l'hai letto bene.
Dice che i risultati sono contrastanti perché nel caso, ad esempio, dei coronavirus è risultata statisticamente rilevante un'interferenza, cioè i vaccinati avevano una presenza del virus più alta dei non vaccinati.
Contrastanti non significa inconsistenti, significa che per alcune malattie i risultati della vaccinazione erano positivi, per altri, come per i coronavirus, erano negativi.

concludiamo dicendo che per Greg G Wolff è cosi!

L'unica cosa certa è che l'uomo non ha capito un cazzo di come funzioni la realtà e di cosa essa sia, quindi come diceva Socrate: "So di non sapere". Questa è l'unica cosa che possiamo permetterci di affermare con certezza.
Mi dispiace per gli amanti della scienza, ma a differenza della Logica e della Matematica la scienza è un "opinione", nel senso che non esistono dimostrazioni che si possano fare. Gli esperimenti sono solo verifiche ma non dimostrazioni.
Ad esempio riguardo alla fisica:
Tanto tempo fa c'era Newton che aveva creato le basi della fisica clasica che oggi si studiano alle superiori. Con le sue formule riusciva a descivere i moti dei pianeti attorno al sole. Bene ora non possiamo dire che Newton ha dimostrato che le sue formule sono esatte solo perchè hanno un riscontro nella realtà. Infatti le sue formule non andavano bene per Mercurio che non rispetta delle ipotesi implicite nella teoria di Newton ovvero lo spazio piatto. Ebbene solo con l'arrivo della relatività generale di Einstein si è riusciti a correggere questo difetto. Ma anche adesso, non possiamo assolutamente permetterci di dire che Einstein ha dimostrato che le sue formule sono esatte solo perchè hanno un riscontro nella realtà. Ad esempio pur prevedendo l'esistenza dei buchi neri, non sono in grado di dirci cosa avvenga al loro interno, perchè cozzano con le leggi della fisica quantistica. Per quanto possa essere elegante la teoria di Einstein rimane comunque sia una teoria incompleta, che non riesce a spiegare tutto.
Quindi ammenochè non stiamo parlando di teoremi matematici dove la loro esattezza può essere dimostrata, non possiamo assolutamente prendere come verità assolute ciò che dice la scienza. Per non parlare poi di quelle scienze che sia basano sulla statistica tipo la medicina.

Quoto al 100%.

Stupendo, hai ripreso alcuni dei miei dubbi, facendolo meglio, aggiungendo anche riferimenti a ricerche scientifiche. Ora però indossa l'elmetto perché qualcuno allergico ai dubia rispetto alla narrazione ufficiale potrebbe presto attaccarti...

  ·  2 months ago (edited)

La scienza è dubbio, chi spaccia certezze è lontano anni luce dal metodo scientifico, perciò io diffido da chi si autoproclama scienziato e dispensa certezze, perché non ha nemmeno compreso il senso stesso della scienza, oltre a non conoscerne nemmeno la storia.
Quello e scientismo ed è, né più né meno, una religione.

Anche io avevo riflettuto su questa possibile correlazione, ipotizzando che potesse esserci un nesso; avevo anche visto lo stesso grafico di eurostat.
Poi però ho pensato che i bambini sono indubbiamente quelli meno colpiti dal covid e sono anche quelli con la copertura vaccinale più forte con l'esavalente , più anti morbillo-parotite-rosolia-varicella ecc.
Me la sentirei di affermare che questi vaccini fermano il covid?
Mi sono risposto di no ed ho abbandonato anche l'ipotesi iniziale.

Invece è l'ipotesi più accreditata, vedi ad esempio qui dove dice:

Le possibili spiegazioni delle maggiori difese di cui sembrano godere i bambini sono diverse: da una migliore salute dei polmoni alla vicinanza con le vaccinazioni, aspetto che potrebbe rendere più efficiente la risposta immunitaria in caso di contagio.

Se la vaccinazione anti-influenzale potrebbe essere un fattore negativo qualcuna delle vaccinazioni fatte ai neonati potrebbero anche essere un fattore positivo, perché no?

Non lo so. Siamo facendo una corsa disperata al vaccino, quando potrebbe per il momento funzionare uno di quelli che già abbiamo?
Non ho sentito avanzare proposte in tal senso.
Mi piace ragionare sulle cose ma non avendo la giusta conoscenza mi perdo facilmente.

@ilnegro l'articolo è interessante perchè fornisce tanti spunti di riflessione e anche spunti di sano dibattito.
Come @garlet anche io ho notato subito il dato dell'Inghilterra che avendo la percentuale più alta di vaccini ha una percentuale di decessi inferiore alla nostra.
Quindi anche io non vedo una netta correlazione con i vaccini almeno dai dati.
Il problema vero sono però i dati e i tamponi effettuati.
I dati su cui tutti ragionano sono incompleti e parziali perchè i tamponi fatti sono davvero pochi.

Nella mia regione un signore che conosco ha dovuto richiedere più volte il tampone e solo dopo che si è aggravato e dopo che i parenti hanno minacciato di denunciare finalmente gli hanno fatto il tampone.
Risultato: positivo.
E i familiari che invece stavano bene e poi sono risultati positivi?
Se non ci fosse stato il signore anziano, i suoi familiari che stanno tutt'ora bene sarebbero stati considerati sani e non inclusi in nessun dato o statistica.

Valuteremo i dati dell'Inghilterra tra 2-3 settimane, quando l'avanzamento dell'epidemia sarà paragonabile a quello attuale dell'Italia.
Il governo inglese punta, come best result a tenere il numero di morti sotto i 20.000, stime loro, non mie.
Concordo che usare il dato dei positivi al tampone è fuorviante, perché in ogni paese o addirittura regione si usano criteri differenti nel fare o non fare i tamponi, quindi il numero di positivi è poco utile per capire la reale situazione.