The New Pope: beyond every scheme (ENG - ITA)

in hive-146620 •  2 months ago 

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Is it more important to be told I love you or loved? Does living mean doing things or feeling them, feeling them? This dichotomy encompasses the entire filmography of Paolo Sorrentino, and The New Pope is perhaps the summa of all his poetics. To understand, to love Sorrentino and his works it is necessary to "feel" them inside, try them, grasp them. They are not didactic works, they are not immediate messages, they are not linear works of his. Sorrentino moves without space and time, without trying to give shape to words, images or the story but rather shaping the viewer with respect to words, images and storytelling. The New Pope is a sublime work, perhaps one of the most important of the new millennium, which continues in the furrow dug by "The Young Pope". It is incredible to note how at the end of the season one feels much closer to the Church or at least closer to the spirit and spirituality. It's incredible when we consider that we are talking about a desecrating TV series where pregnant nuns, depraved cardinals, churchmen struggling with child prostitution are shown. A TV series where it is exclaimed that there is no difference between a saint and a whore, just to mention one of the dozens of sentences that are disorienting in the relationship between man and God. Yet Sorrentino manages to bring us closer to God, to spirituality. He succeeds in doing so thanks to the staging of a world in which God is dead but which perhaps represents the only salvation. A salvation that passes from the forgotten and love, the dispossessed and tenderness, the saints and devils, the poor and kindness. Thanks to the extraordinary Jude Law, Silvio Orlando and John Malkovich, Sorrentino manages to stage the existential torment of every man. Damned and tormented men, but always in search of affection, love and tenderness. That tenderness mute on Girolamo's face. That deviant tenderness on the face of men of the church who would like to feel human warmth. That tenderness on the face of a mother whose child will never truly live. Sorrentino in 9 episodes talks to us about everything without really talking about anything. Immigration, Social Media, Bible, Faith, Politics and so on. It is a majestic and timeless work of his that in a perfect world we would remember for a long time, perhaps forever.

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E' più importante sentirsi dire ti amo o sentirsi amati? Vivere vuol dire fare delle cose o provarle, sentirle? In questa dicotomia si racchiude tutta la filmografia di Paolo Sorrentino, e The New Pope rappresenta forse la summa di tutta la sua poetica. Per capire, per amare Sorrentino ed i suoi lavori è necessario "sentirli" dentro, provarli, afferrarli. Non sono opere didascaliche, non sono messaggi immediati, non sono lavori lineari i suoi. Sorrentino si muove senza spazio e senza tempo, senza provare a dare forma a parole, immagini o al racconto ma anzi plasmando lo spettatore rispetto a parole, immagini e racconto. The New Pope è un'opera sublime, forse una delle più importanti del nuovo millennio, che continua nel solco scavato da "The Young Pope". E' incredibile notare come al termine della stagione ci si senta molto più vicini alla Chiesa o quantomeno più vicino allo spirito e alla spiritualità. E' incredibile se consideriamo che stiamo parlando di una serie tv dissacrante dove vengono mostrate suore incinta, cardinali depravati, uomini di chiesa alle prese con prostituzione minorile. Una serie tv dove viene esclamato che non c'è differenza fra una santa e una puttana, solo per citare una delle decine di frasi spiazzanti nel rapporto fra uomo e Dio. Eppure Sorrentino riesce ad avvicinarci a Dio, alla spiritualità. Riesce a farlo grazie alla messa in scena di un mondo in cui Dio è morto ma che forse rappresenta l'unica salvezza. Una salvezza che passa dai dimenticati e dall'amore, dai diseredati e dalla tenerezza, dai Santi e dai diavoli, dai poveri e dalla gentilezza. Sorrentino riesce, grazie a degli straordinari Jude Law, Silvio Orlando e John Malkovich a mettere in scena il tormento esistenziale di ogni uomo. Uomini dannati e tormentati appunto ma sempre in cerca di affetto, amore e tenerezza. Quella tenerezza muta sul volto di Girolamo. Quella tenerezza deviata sul volto di uomini di chiesa che vorrebbero sentire calore umano. Quella tenerezza sul volto di una madre il cui figlio non vivrà mai davvero. Sorrentino in 9 episodi ci parla di ogni cosa senza parlarci davvero di nulla. Immigrazione, Social Media, Bibbia, Fede, Politica e via discorrendo. E' un'opera maestosa e senza tempo la sua che in un mondo perfetto ricorderemmo a lungo, forse per sempre.
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